Il regno dei batteri

I batteri sono gli organismi più antichi e diffusi sulla Terra.
Particolarmente importanti sono i batteri che si alimentano di materiali organici in decomposizione; infatti, in assenza di questa loro attività, il pianeta Terra sarebbe sepolto da immensi accumuli di rifiuti, costituiti dalla vegetazione morta e dai cadaveri degli animali.
Appartengono al Regno delle Monere, costituiti da una sola cellula (monocellulari) e si presentano sotto varie forme (sferica, a bastoncello, a filamento, ecc...), si identificano così in bacilli, cocchi, vibrioni, spirilli. La loro dimensione va da 0,5 a 2-3 micron e la riproduzione avviene per scissione (la cellula si divide a metà). Vivono isolati o uniti a formare colonie. Attualmente se ne conoscono 2500 specie; di queste solo 200 sono fitopatogene, cioè in grado di provocare malattie alle piante, ed anche in questi casi, spesso, la pianta sopporta l'attacco batterico perché circoscritto o lieve.
Hanno colonizzato tutti gli ambienti, e si comportano, da un punto di vista trofico, sia da autotrofi (foto o chemiosintetici), cioè che si nutrono da sé, che da eterotrofi (simbionti, saprofiti e parassiti), cioè si nutrono attraverso piante o animali.
Gran parte dei batteri parassiti non sono nocivi ma portatori di vita. Nell'intestino umano, per esempio, vivono batteri che producono sostanze indispensabili (es. vitamine) e impediscono l'attecchimento di batteri pericolosi per la salute (detti "patogeni"), in un rapporto di simbiosi con l'uomo. Forse non sai che il numero di batteri all'interno del corpo umano supera di cinque volte quello del numero di cellule. Incredibile vero? Pensa a quale squilibrio metabolico può portare l'assunzione di antibiotici! 
Un altro esempio di lavoro batterico è la trasformazione del latte in formaggio.
Nel rapporto con le piante, i batteri possono restare all'esterno della pianta (epifiti) o penetrare in essa (endofiti), attraverso i peli radicali, gli stomi, i fiori le ferite, ecc...

Esempi di simbiosi con piante sono i batteri azotofissatori delle leguminose: nei tubercoli radicali fissano l'azoto atmosferico, così disponibile alle piante ospiti e, alla morte di queste (fagioli, piselli), una parte dell'azoto passa nel suolo; si ha così una sorta di concimazione azotata naturale.
Altri batteri con la loro morte cedono al terreno il potassio e l'acido fosforico che li costituivano; una riserva naturale di potassio e fosforo immensa se si considera che i batteri vivono in media 30 minuti. Ma la loro breve vita è ampiamente compensata dalla capacità di riprodursi: se l'ambiente è favorevole (da un punto di vista di umidità, temperatura e disponibilità di cibo), da un solo individuo possiamo trovarne 300 milioni dopo 24 ore. Mentre se l'ambiente diventa sfavorevole possono attendere, in una forma dormiente, periodi più favorevoli, al riparo, nel terreno, nelle screpolature delle cortecce, nei resti vegetali ed altro ancora.
E' impossibile eliminarli perché sono capaci di continue perenni moltiplicazioni, modificazioni, adattamenti, accettazioni, insomma un esempio di tenacia positiva per la sopravvivenza.
NON DOBBIAMO QUINDI STUDIARE COME ELIMINARE QUELLI DANNOSI, MA COME POTENZIARE QUELLI UTILI, PERCHE' DIVENTINO COSI' NUMEROSI DA RIEMPIRE L'AMBIENTE.

Alla minoranza dannosa mancherà lo spazio per riprodursi ed il cibo per nutrirsi. Risultato: i "buoni governano".
-Un' abitudine estensibile al comportamento umano: anziché criticare le cattive azioni degli altri, farne di buone. Perché il nostro buon esempio è l'arma più efficace per il cambiamento del mondo intorno.
-Attraverso la moltiplicazione dei microrganismi utili possiamo rigenerare le aree inaridite e inquinate della Terra. I batteri infatti sono in grado di degradare i composti inquinanti, come ad esempio la diossina, l'acido solfidrico, i metalli pesanti, alcune radiazioni dannose e gas combustibili, i radicali liberi, l'elettrosmog, ecc... in composti semplici (anidride carbonica, acqua, aminoacidi, acidi organici, vitamine, zuccheri, ecc.) indispensabili alla vita delle piante e dell'uomo.
Il loro ruolo è quello di riportare a nuova vita ciò che era morto, l'anello che chiude le catene alimentari, in un mondo dove nulla si crea né si distrugge ma si trasforma.
Il corpo morto, scomposto nella sua struttura elementare, è restituito alla terra e reinserito nel ciclo degli elementi senza che neppure una briciola ne vada perduta. Tornerà così ad essere parte di un organismo vivo. Lo stesso atomo di carbonio che appartenne al corpo di Cesare ha forse fatto parte da allora, di una violetta, di un insetto, di un uccello, o di molti esseri umani, procedendo con l'umanità verso la meta ultima.

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