La fotosintesi clorofilliana

Se, alla luce del giorno, mangiamo una foglia appena colta, qualcosa di ciò che ingeriamo era, otto minuti prima, parte del Sole. Questo è il tempo necessario alla luce solare (alle particelle chiamate fotoni) per raggiungere la Terra. La trasformazione dell'energia solare in nutrimento per le piante richiede soltanto un ulteriore frazione di secondo. A parte la velocità a cui si compie, questo processo è la vera e propria chiave della vita sulla Terra. Esso si verifica tra l'alba e il tramonto in ogni alga del mare e in ogni foglia della terraferma. Un continuo scambio tra il cosmo e la Terra.
La luce solare rappresenta per le piante la principale fonte di energia, il motore del loro metabolismo. Soltanto in presenza di luce sono possibili i processi di fotosintesi e di assimilazione svolti dalle foglie verdi, grazie ai quali l?energia luminosa si trasforma in energia chimica.
La funzione mediatrice tra i raggi solari e le materie prime terrestri è svolta dalla clorofilla, un pigmento verde contenuto nei cloroplasti.
L'intero processo di trasformazione "biochimica" (perché da sostanze inorganiche vengono create sostanze organiche) a cui partecipano l'energia solare e la clorofilla prende il nome di "fotosintesi clorofilliana" (dal greco photos=luce, syntesis=sintesi, cloros=verde, phyllon=foglia).
Le piante, attraverso minuscole bocche, aperture, dette stomi, situate sulla pagina inferiore delle foglie, assorbono dall'aria anidride carbonica. In presenza di luce ed acqua, che raggiunge le foglie salendo dalle radici in un complesso sistema di vasi, l'anidride carbonica viene scissa in carbonio e ossigeno mentre l?acqua scomposta in idrogeno e ossigeno.
Con questi elementi chimici di base, così isolati, la pianta sintetizza una nuova sostanza fondamentale: il glucosio (idrato di carbonio), uno zucchero.
L'ossigeno invece, viene liberato nell'atmosfera attraverso gli stomi e va ad arricchire l'aria che respiriamo.
Il glucosio verrà poi utilizzato per la crescita del corpo vegetale; la cellulosa, infatti, che rappresenta il principale costituente delle piante, è costituita da molecole di glucosio unite a formare lunghe catene.
Una parte del glucosio verrà trasformato in amido e accumulato come materiale di riserva per tempi difficili. Magazzini naturali sono le radici e i tuberi (le patate e il sedano rapa ne sono vistosi esempi).
La fotosintesi clorofilliana svolge, dunque, due funzioni:
- rende le piante autosufficienti in quanto capaci di fabbricarsi le sostanze nutritive di cui hanno bisogno per vivere,
- purifica l'aria, sottraendole anidride carbonica e arricchendola di ossigeno.

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